domenica 14 gennaio 2018

1997, Sanremo e tanto altro




si ringrazia Italianmelodies per il video


Nel post sugli anni '90 avevo dimenticato questa splendida canzone italiana che mi aveva accompagnato in quell'anno cruciale (cambio di lavoro, acquisto casa, viaggio bello).

L'ho risentita oggi, che già si inizia a parlare del nuovo Sanremo; e così, il primo post di questo nuovo anno, riguarda un bel passato, con forti desideri e forte malinconia, con forte vita e discreto coraggio.

Sono belle, a mio parere, anche le parole


Guarda, io sono la sola ormai
Credi, non c'è più nessuna che
Quando chiedi troppo e lo sai
Quando vuoi quello che non sei te
Ricordati di me, forse non mi credi
Sguardi, guarda sono qui per me
Non ti ricordi, eri come loro te
Tutti quanti sono degli eroi
Quando vogliono qualcosa, beh
Lo chiedono lo sai, a chi può sentirli
La cambio io la vita che
Non ce la fa a cambiare me
Bevi qualcosa, cosa volevi
Vuoi far l'amore con me
La cambio io la vita che
Che mi ha deluso più di te
Portami al mare, fammi sognare
E dimmi che non vuoi morire
Dimmi, sono solo guai per te
Dimmi, ti sei ricordato che
Hai una donna che se non ci sei
Come fa a resistere senza te
Piangi insieme a me, dimmi cosa cerchi


La cambio io la vita che
Non ce la fa a cambiare me
Bevi qualcosa, se non ti siedi
Vuoi far l'amore con me
La cambio io la vita che
Che mi ha deluso più di te
Portami al mare, fammi sognare
E dimmi che non vuoi morire, la la la, la la la
E dimmi che non vuoi morire, la la la, la la la
La la la la la la


Dedicata al nuovo anno.

lunedì 25 dicembre 2017

Mother

Povera madre
da sempre incapace
di riconoscere per sé
e i suoi figli
la possibilità di Volere.

Volere, desiderare,
afferrare, chiedere
Esistere.

Povera vecchia madre
Bella quanto
solo Bellezza può creare.
Bella persino nella più cupa vecchiaia,
curva,
corpo informe,
tenero e dolce.
Troppo il peso
da sopportare.
Troppo il dolore
evitato
comunque vissuto,
in forme strane,
senza forma, anch'esse
difficili da decifrare.

Rancida questa vita
che, a tratti, appare
inutile
a tratti si veste
del tuo sorriso
fiorito.



venerdì 22 dicembre 2017

The wild side

  • C’è un uomo vestito di nero che percorre l’Europa. Porta con sé due enormi valige dalle quali non si separa mai. Sulle spalle ha uno zaino ingombrante. Occhiali. Sorriso. Una spaziosa pelata. Occhi mobili e gentili. Siede al bar e, fissandoti, comincia la sua storia di guerra e di arte, estraendo, dalle borse, uno ad uno, pesantissimi fascicoli e voluminosi cataloghi. Prima di pranzo, a Sarajevo, ordina sempre due bicchieri di Slivovitz: uno per sé e uno per la moglie Jasminka, invisibile e fedele. L’uomo si chiama Enver, Enver Hadžiomerspahić.


  • Nel carcere di Milano-Opera, come in ogni carcere, c’è l’odore pesante delle istituzioni totali. Piedi che si trascinano. Ferro che sbatte. Urla. Lo spazio è compresso. Il tempo lentissimo. Fa caldo, è agosto. C’è un laboratorio di liuteria: un luogo di potenziale astrazione e libertà psichica. Jannis Kounellis, sette mesi prima di andarsene, visita le celle in silenzio, i corridoi, il cortile e i detenuti liutai. E ancora in silenzio si congeda da Giacinto Siciliano, direttore della prigione, avviandosi all’uscita con gli amici Mario Pieroni, Arnoldo Mosca Mondadori e il compositore Claudio Crivelli. Più tardi – quando l’artista avrà realizzato l’opera destinata a girare lungo tutte le carceri del paese – Crivelli scriverà una partitura per “Il Violino di Kounellis”. 




     
    Holly came from Miami F.L.A.
    Hitch-hiked her way across the U.S.A.
    Plucked her eyebrows on the way
    Shaved her legs and then he was a she
    She said, hey babe, take a walk on the wild side,
    Said, hey honey, take a walk on the wild side.
    Candy came from out on the island,
    In the backroom she was everybody's darling,
    But she never lost her head
    Even when she was giving head
    She sayes, hey baby, take a walk on the wild side
    Said, hey babe, take a walk on the wild side
    And the colored girls go,
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Little Joe never once gave it away
    Everybody had to pay and pay
    A hustle here and a hustle there
    New York City is the place where they said:
    Hey babe, take a walk on the wild side
    I said hey Joe, take a walk on the wild side
    Sugar Plum Fairy came and hit the streets
    Lookin' for soul food and a place to eat
    Went to the Apollo
    You should have seen him go, go, go
    They said, hey Sugar, take a walk on the wild side

    I said, hey babe, take a walk on the wild side, alright, huh
    Jackie is just speeding away
    Thought she was James Dean for a day
    Then I guess she had to crash
    Valium would have helped that bash
    She said, hey babe, take a walk on the wild side

    I said, hey honey, take a walk on the wild side
    And the colored girls say
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
     
     

    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo

    Doo doo doo doo doo doo doo doo doo doo
    Compositori: Lewis Allen Reed / Lou Reed
     
     
     
     si ringrazia