mercoledì 26 aprile 2017

Alzheimer e Resistenza


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❤️
Una terribile malattia che inizia a far dimenticare le piccole cose e ti trascina per anni in un incubo, al punto che non saprai più chi sei, dove vai, non riconoscerai i tuoi cari. Ho visto gente diventare il fantasma di se stesso e nei loro occhi non riconosci la persona che ami, ma solo lo spettro della malattia. Piccoli lampi di coscienza incarcerati in un letargo di emozioni che non trovano spazio negli angoli di un sorriso o nel desiderio di un abbraccio.
Oggi più che mai voglio la cura per il morbo di Alzheimer e le funzioni di ogni tipo, voglio più sostegno per le famiglie e più diritto all'attenzione!
C' è un motivo personale per chiedere a tutti di mettere questo messaggio nel suo status almeno un'ora. So chi lo farà!
Il mio desiderio è che nel 2017 ci siano più diritti per questi pazienti e le loro famiglie che vivono un inferno.
Sarebbe bello vedere il messaggio sul diario di tutti i miei amici. Non condividete, ma copiate e incollate, grazie
Per la ricerca.
Per la vita.
Federazione Alzheimer Italia
Organizzazione no-profit
foto di Federazione Alzheimer Italia.
Federazione Alzheimer Italia"


Ho appena letto questo messaggio, o post, o come lo volete chiamare voi, su Facebook. L'ho trovato giusto. Per quanto mi riguarda tenderei a sottolineare la frase:

"Il mio desiderio è che nel 2017 ci siano più diritti per questi pazienti e le loro famiglie che vivono un inferno".


anche se so, per certo, che il 2017 non sarà l'anno di più diritti; non lo sarà per i malati di Alzheimer, non lo sarà per i lavoratori, non lo sarà per i migranti, non lo sarà per il cittadino comune (quello senza patrimonio, quello con un reddito medio/basso), tanto meno lo sarà per il cittadino senza occupazione, ancor meno per il cittadino con lavoro precario. Non sarà il 2017 l'anno dei diritti, è probabile, invece, che il 2017 non sarà l'anno peggiore su questo fronte. I diritti non interessano più nessuno, paradossalmente non interessano neppure coloro che li hanno lentamente perduti e che ancora si trovano a metà strada senza saperlo, senza neppure immaginarlo. 

Volevo scriverci sopra un libro. Un libro che si occupasse, che parlasse, prevalentemente di poveri, comprendendo in questa categoria una vasta casistica (un tempo era molto più semplice definire l'appartenenza delle persone ad una sfera sociale con caratteri comuni, già parlare di proletariato e sottoproletariato chiariva differenze e affinità). Nel mio libro avrei parlato di proletariato. Di quella classe sociale fatta di povertà economica e di dignitosa esistenza. Avrei sottolineato come quella povertà non intaccasse il proprio ruolo nell'ordine sociale, il proprio senso del dovere; si restituiva, con l'orgoglio di portare avanti il proprio compito, quanto la società e il suo Stato riconosceva al lavoratore. Anche la Sanità, in proporzione al suo avanzamento, era migliore di quella odierna e il Diritto all'Istruzione garantito ai figli di genitori, spesso, con il Diploma di Quinta Elementare.

Insomma, questo volevo dire, stiamo andando nella direzione opposta a quella del riconoscimento dei diritti. I malati di Alzheimer, i genitori di bambini con gravi handicap, più poveri sono e più sono lasciati soli, anche perché spesso incapaci di ricorrere a quelle  insufficienti misure ancora eventualmente garantite. E gli anziani?anche quelli meno malati? Entrare in una di quelle strutture dove sono "ospitati" gli anziani che non hanno la possibilità di vivere in famiglia o la forza di vivere, autonomamente, nella propria casa, è, per ogni sensibilità medio alta, già un inferno!  È la nostra intera società che sta diventando un inferno. Cosa ci vorrà ancora perché la gente inizi ad averne vera consapevolezza e ad agire per frenare, non solo resistere, ma tentare di cambiare, cambiare e cambiare il corso di questa storia inumana?



mie le foto

lunedì 24 aprile 2017

Tiscali (sito archeologico del Supramonte, Sardegna)


 La Terra, il nostro pianeta. Cantarne le lodi è per i poeti, tutti gli altri, molti degli altri, rimangono senza parole di fronte alla bellezza dei suoi paesaggi, alla varietà infinita delle sue manifestazioni, alla sensazione di benessere che si prova ad essere immersi in essa.
La Sardegna non è povera di bellezze, anzi! Le mie foto provano a darne testimonianza, ma più che della sua bellezza della mia felicità nel riscoprirle ogni volta.
Qui siamo sul Supramonte, in cammino verso Tiscali.

 

Le imponenti pareti rocciose che ci hanno  accompagnato alla nostra destra, durante l'ascesa, mostrano la punta più alta del gruppo montuoso che è quella del monte Corrasi. 




La valle di Lanaittu separa i due versanti di Oliena e Dorgali


I più antichi ginepri si riconoscono dalle forme da loro assunte. I più giovani, con struttura più regolare venivano utilizzati dall'uomo per costruire utensili vari o, ad esempio, i tetti delle Pinnette. L'ultima fotografia presenta un esempio di una di queste capanne fotografata in occasione dell'escursione da Santa Maria Navarrese a Baunei.


vivi


il sito archeologico di Tiscali


le sue volte calcaree




e i lecci cresciuti nella roccia



l'erosione dell'acqua nei secoli


e la restante parte del soffitto del sito archeologico, fatto di foglie


Alta professionalità della cooperativa di Dorgali (qui) che gestisce il sito archeologico di Tiscali, unita a simpatia ed ospitalità squisita. Stefano e Marco ci hanno accompagnato nell'escursione fornendoci informazioni preziose su archeologia, storia, geografia e botanica dell'intero Supramonte.



domenica 23 aprile 2017

Intervallo

Dalla vita non pretendo molto. Mi basta sapere che ho tentato di fare tutto quello che ho voluto, che ho avuto quello che ho potuto, che ho amato quello che valeva la pena e che ho perso soltanto ciò che mai fu mio.
Pablo Neruda
(Trad. di M. Fernàndez)




foto di bibliomatilda

martedì 18 aprile 2017

Pretesti

Sembra ci sia questa solitudine, in questo blog, con quasi nessun commento, con pochi post, ormai, sempre di meno, con i contatti che non sono più riuscita a ripristinare, e, forse, non ho speso sul tentativo di ripristino il tempo necessario, lo so, ma questo tempo, questo tempo, ma lo vedete come va veloce? Mi dice la mia amica cara, che non è il tempo, la sua velocità, dice lei, dipende dalla sensazione che ne abbiamo e la sensazione che ne abbiamo dipende dall'età alla quale apparteniamo, dal numero di anni, insomma, sul groppone!!!! Eh, va beh, ok, sarà pure così, lei ha sempre ragione, anche se poi non è vero, ma in questo caso è molto probabile che sì, lei sia proprio dalla parte del vero, il vero, già! Quello che vero uno vuole considerare… certo le sensazioni cambiano, non so, è come quando si vive un'esperienza profonda, ma neppure, è come quando si affronta qualcosa di sconosciuto e sai che quanto esiste di sconosciuto non è affatto finito, verrà e poi verrà ancora altro e, forse, sempre di più, in maggiore quantità, intendo. Arrivi ad una bella età, dove la metà è passata, …magari anche più della metà… ci arrivi e vedi cose che non avresti immaginato mai, altro che i replicanti alla Blade Runner, quelli dicevano di averle viste in quel mondo lontano dal quale provenivano, forse in un loro passato, forse in una dimensione parallela da loro solamente conosciuta, e, chissà, certamente conosciuta non interamente neppure da loro. Perché, in seguito alla morte nel mondo degli umani, non avevano la certezza di ritornare nella loro dimensione, quella dalla quale davano ad intendere di essere arrivati e nella quale dicevano di avere assistito a cose che noi umani…? La vita è piena di misteri, persino quella dei replicanti, figuriamoci la nostra. Sono pensieri contorti, sì, ma ho voglia di essere contorta, è piacevole, in fondo, sentirsi diverse, contorte, impazienti, spontanee, entusiaste, sincere, autentiche, persino nell'essere e nella voglia di essere contorte, l'altra faccia della complessità è il nulla, capire tutto ed essere da tutti/e capite è non esistere. Così per riprendere da dove ero partita… ah, sì, il tempo e i miei contatti e quanto l'amore può dare alla vita di ognuno, e quanto la condivisione di esperienze e risate e sorrisi e complicità e mutuo soccorso e reciprocità, uff, ma perché vado sempre a finire in queste considerazioni? 

Volevo, a dire il vero, pubblicare alcune foto di questa settimana santa appena finita, visto che durante non mi è riuscito, chi vuole le apprezzi, chi no, lasci stare e se ne vada, che è meglio. A proposito di tempo, mi viene ancora da fare una considerazione:

è tempo di pochi gioielli, di pochi frammenti di luce, di poco amore (ancora), forse averne è addirittura immorale con tutto l'odio che c'è in giro e l'invidia e la paura. Però è anche tempo di primavera e quindi di prati e di fiori e di spiritualità (settimana santa, ovvio), mani che si toccano manco a parlarne, fortunati coloro che hanno bambini e i giovani amanti, con il respiro corto dalla gioia o dal dolore, con lo stomaco che si chiude e il sorriso che affiora inatteso e ingiustificato per chi non sa, per chi non ha mai conosciuto il tormento. 

Eccole le mie foto (click on them):


Venerdì Santo, Gesù è stato crocifisso, 












si va in cattedrale per procedere alla Deposizione di Gesù











i riti continuano sino alla mezzanotte, ma ci vuole fede e tempo (!)


Cristo è risorto, siamo già al lunedì dell'Angelo, che annuncia a Maria, madre, e a Maria Maddalena, la buona notizia. Questo è il piccolo campanile a vela della chiesa di San Lussorio



l'ambone con altarino e rosario


l'altare centrale


e l'angolo destro di esso. La chiesa, come si può vedere è ricavata in una grotta


e un asfodelo della primavera


piccoli fiori e insetti


creature del signore che annusano l'aria o frugano nella terra





bellissimo primo piano