giovedì 20 luglio 2017

Do camiño 6 (ovvero della notte di San Giovanni e della sua acqua che, pur avendola incontrata, non ho fotografato)

Già, perché man mano che la stanchezza aumentava, insieme al desiderio di arrivare  per provare a se stessi di essere in grado, si continuava sì, ad osservare il mondo attorno, ma la coordinazione tra sguardo, desiderio e azione diventava sempre meno immediata. 
Così, pur essendo consapevole dell'antica leggenda della notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, e dei tanti miti e riti ad essa legati, può accadere che quando ci si trova di fronte ad uno di quei riti realizzati si rimanga tanto affascinati e stupiti e felici che la prova, così facilmente a portata delle nostre mani, per una volta, la si lascia nel regno delle possibilità, dei ricordi, del forse è avvenuto, forse no.
Già la data di inizio del mio cammino, mi è apparsa, da subito, magica. Esso è iniziato proprio il 21. Solstizio d'estate, da sempre, per me, portatore di un profondo significato spirituale e di crescita personale. Sono nata in giugno, il 10, può essere che il 21 dello stesso mese, un anno dei prossimi, morirò. Mio padre è morto il 29 giugno, un 29 giugno rovente di quando io avevo 27 anni.

La notte tra il 23 e il 24 giugno, ad estate appena iniziata, narra la leggenda, si può creare un'acqua miracolosa mettendo a macerare in essa, pura e limpida acqua di sorgente deve essere, per la notte intera, i fiori e le erbe donati dalla terra in questo periodo.
Per la sua preparazione, si dice, non possono mancare l'Iperico, l'Assenzio, la Ruta e l'Erba stregona, accompagnati dal Grano, dalla Lavanda, dalla Rosa e dalla Menta e dalle erbe tradizionali dei luoghi in cui si celebra il rito. Al mattino del 24, lavandosi con l'acqua profumata e soave ci si assicurerà, per il futuro, salute, energia e bellezza.

Bene, superata una curva del sentiero in lieve discesa che percorrevo dopo Arzua e quando il cielo si era finalmente liberato della coltre di nubi che mi accompagnava dal pomeriggio precedente, mi sono trovata di fronte una piccola rivendita di ninnoli e oggetti, simboli di cui ho parlato nel post precedente. Questo negozietto era immerso nel bosco. Una sorta di piccola capanna con la sua mercanzia esposta interamente all'aperto sopra pochi tavolini. Molti dei prodotti che vendeva erano frutto di lavoro artigianale. 
È sempre così, questione di affinità, credo, alcuni luoghi attraggono più di altri, così come siamo attratti da alcune persone più che da altre. La venditrice era una signora non più giovane con dei tratti inconfondibilmente latinoamericani, quel misto di popoli nativi del sud America e di spagnoli colonizzatori. 
Mi piacciono, anche se forse è solo una mia interpretazione, vi è in quei volti il superamento del limite, del confine, degli schemi dell'omologo, a favore della coesistenza di elementi molto diversi,  occhi scurissimi e profondi, segnati, quasi fossero dipinti col kajal in un volto dalla pelle molto chiara. I tratti del viso della donna erano forti, contornati da lunghi capelli neri con qualche filo bianco tra essi. 
Non potevo non chiederle cosa vendesse, e se avesse il sello da apporre alla mia credencial. Osservando più attentamente tra i tavoli ho trovato un piccolo cestino con esposte delle ocarine del Perù. Una, seppure forse non preziosissima come lavorazione, l'ho presa come augurio per la mia nipote di dieci anni di diventare una brava musicista e una persona curiosa e aperta a quanto nel mondo si ha da imparare, sempre nel rispetto di sé e degli altri.



Girando ancora un po' lo sguardo attorno a me, l'ho vista, una bacinella con un'infinità di colori coperti da quello che appariva un velo di acqua. 
 – L'acqua di San Giovanni! –
ho esclamato
Mi guarda la signora, con uno sguardo bonario e divertito, senza però lasciarsi troppo andare e coinvolgere dal mio entusiasmo, come a dire – e certo! – a me che aspettavo conferma.
Mi sono avvicinata con un balzo, nonostante il pesante fardello dello zaino sulle spalle, con un gesto ho chiesto se potessi immergerci le mani, ho ricevuto un gesto di assenso accompagnato da un altro che mi diceva di bagnarmene il viso. Non me lo sono fatta ripetere due volte. Alla fine non riuscivo a distaccarmene. Tra colori e profumo è stato uno dei momenti più belli del mio cammino!
La foto dei fiori pubblicata di seguito è solamente un omaggio a tutti i fiori del mondo e a quelli che nella notte di San Giovanni profumano chi vuole esserlo.

Nella didascalia che l'accompagna c'è il link alla pagina Facebook, si tratta anch'esso di un albergue privato incontrato sempre nello stesso tragitto del 24 e non lontano dal luogo dell'acqua.



da qui

Lungo il sentiero di fronte all'albergue  era affissa alle pareti esterne di un edificio basso una raccolta di pensieri, massime, riflessioni El muro della sabiduria. Inglese e spagnolo le due lingue utilizzate. Così, come le frasi che si possono trovare su facebook, come quelle che scrivo e stampo e appendo alle pareti della biblioteca dove lavoro, come quelle che ci piacerebbe condividere e discutere con i nostri compagni di viaggio e di avventura lungo il corso della vita.










Questa invece è la lavagna sulla quale lasciare un saluto effimero sempre all'interno del giardino dello stesso albergue. 
C'è anche il mio.




Verso l'ora di pranzo, mi fermo per prendermi un succo e una fetta di torta,  in un locale-bar-ristorante a ridosso del sentiero, di fronte all'immancabile campo di mais, quando un'intera mandria di mucche quasi ci travolge nella sua andatura lenta e inesorabile. Bellissime. I due coniugi argentini non rinunciano a fare un selfie con l'inusuale sfondo vivente.


E questo è un albero di Catalpa danneggiato chissà da cosa, chissà perché...


Mi trovo ormai vicinissima alla penultima tappa, O Pedrouzo (O Pino). Non è tardi, è primo pomeriggio, ho davanti a me il resto della giornata per riposare e assaporare il tempo passato e futuro, antico, immediato e lontanissimo. Di nuovo tra fiori ed erbe, tra nuvole e sole, tra verdi, gialli, celesti e bianchi, tra ombre e luci tra il mio corpo e l'universo, tra la stanchezza e la felicità


e altri viandanti, americani, questa  volta, di San Diego, California.


Costeggiando case basse e campi di mais, troverò un bar-ristorante dove cenare, bello, tranquillo, accogliente e con cibo di qualità. A O Pedrouzo


Hasta siempre

you can click on them 
each one is mine, except that about flowers


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